Penso di poter interiorizzare questo cambiamento di cui parli. E’ l’abitudine legata alla solitudine che porta questo stato solitudinale ad essere la tua condizione di routine e la compagnia come un qualcosa di invece estraneo. Non se ne soffre particolarmente, o almeno io non lo faccio e da quel che mi pare di capire neppure tu perché per l’appunto diventa abitudine e il nostro cervello lo registra come normalità superato un certo limite. E’ innegabile che a lungo andare la solitudine porti ad una totale incapacità di sopportare la compagnia degli altri in maniera relativamente prolungata ed è uno dei lati peggiori della vita solitaria credo.



